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Cannavacciuolo l'alta cucina è maschilista

Cannavacciuolo: l’alta cucina è maschilista

Cannavacciuolo: l’alta cucina è maschilista. Il quarantunenne napoletano Antonino Cannavacciuolo, chef pluristellato, è, come scrive in una godibilissima intervista Alessandra Menzani per “Libero Quotidiano”, il Bud Spencer della ristorazione italiana. E la tv, che ormai trasforma i cuochi nelle nuove rockstar, gli ha dato una vasta popolarità di chef temuto, ma simpatico, con i programmi “Cucine da Incubo”, che a primavera torna su Fox, e, da questa stagione, “Masterchef” su SKy Uno, dove lui è quarto giudice. Cannavacciuolo, tra l’altro, a proposito delle donne cuoco stellate che sarebbero meno dei colleghi uomini stellati, risponde: “Se si fa una proporzione, non è vero: le donne chef professioniste sul campo sono numericamente meno. Però ce ne sono: all’ Enoteca Pinchiorri c’ è Annie Féolde, c’ è Anna Santini del Pescatore, Valeria Piccini di Caino, in Toscana. Il motivo gliel’ho spiegato prima: è un mondo in cui devi fare molte rinunce e scelte drastiche, coi figli è più difficile. Il lavoro è tosto, l’uomo è più forte, lavora più ore, recupera maggiormente. La donna sotto stress tiene dentro, l’ uomo si scarica, si sfoga”. A questo punto all’obiezione che potrebbe essere accusato di maschilismo, replica: “Purtroppo il mondo dell’alta cucina sì, è maschilista. Nella mia cucina non ci sono donne. Ma non perché non le ami. Anzi, mi affascina vedere una donna all’ opera. Ma le proteggo. Ho avuto in cucina qualche donna e vedevo che
soffriva. Non le voglio sfruttare”.

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